Le nostre produzioni
Queste le piante officinali coltivate e raccolte nei campi del modenese dove è nata Officina della Vite e che sono alla base di tutti i suoi prodotti
Lavandino
Il lavandino o lavanda ibrida è ottenuto dall’incrocio tra la Lavandula latifolia e la Lavandula angustifolia. È la specie di lavanda più coltivata al mondo a scopo estrattivo sia perchè ha una resa più elevata sia per la sua rusticità. Si coltiva principalmente in Provenza (Sud della Francia) ed in quantità minori anche in Italia, Argentina, Spagna, Ungheria e Australia. In condizioni pedoclimatiche ottimali, le rese estrattive possono superare tranquillamente il 2% ovvero più di 2 kg ogni 100 kg di prodotto fresco (sommità fiorite).
L’estrazione in corrente di vapore si effettua solitamente nel periodo di luglio inoltrato.
Sin dall’antichità, il lavandino è utilizzato come prodotto cosmetico e profumistico proprio per le sue note rinfrescanti e canforate. Insieme al muschio e alla fava di Tonka, la lavanda è una delle principali componenti negli accordi Fougere, una delle principali famiglie di profumi. Grazie all’elevato contenuto di linalolo, l’olio essenziale è utilizzato e apprezzato anche nei detergenti, saponi per il bucato e lavastoviglie.
Timo
Thymus vulgaris
Il timo è una pianta originaria della zona del Mediterraneo e si coltiva prevalentemente in Spagna, Italia, Marocco, Balcani ed a livello mondiale anche in Cina e Russia.
Il chemiotipo timolo è il timo anche chiamato rosso, il più comune. Si raccoglie la parte aerea fiorita verso maggio. Le rese estrattive variano a seconda delle condizioni pedoclimatiche tra 0.4-1%. Il timo, come la gran parte delle specie officinali, è distillato in corrente di vapore.
Il timo è molto utilizzato e apprezzato nelle fragranze maschili per le sue note erbacee ed aromatiche e inoltre per donare una nota medicinale e di cuoio. L’olio essenziale è inoltre utilizzato e apprezzato in detergenti e profumazioni ambientali.
Camomilla romana
Anthemis nobilis
Pianta originaria dell’Europa occidentale e del Nord Africa. Fa parte della stessa famiglia botanica della camomilla comune, anche se sono due generi totalmente diversi.
La resa estrattiva varia a seconda di innumerevoli fattori, dal metodo di coltivazione all’ambiente pedoclimatico tra questi, ma in media oscilla tra 0.1-0.4%. La camomilla romana viene distillata in corrente di vapore nel periodo di piena fioritura verso luglio/agosto.
L’olio essenziale di camomilla romana viene utilizzato a piccole dosi nei profumi per enfatizzare alcuni accordi. Viene utilizzata come nota di testa in fragranze unisex per le sue note erbacee leggermente fruttate. È apprezzata perchè conferisce alle profumazioni una nota calda, ma fresca e una profondità difficile da ottenere con altre materie vegetali.
Melissa
Melissa officinalis
La melissa è originaria dei paesi del Mediterraneo e dell’Asia. È coltivata in Francia, Italia e Germania.
Non va confusa con la Melissa moldavica, pianta spontanea talora coltivata per sbaglio, caratterizzata dall’assenza di aroma nelle foglie.
È contraddistinta dall’avere rese estrattive molto basse (0.09-0.1%), per questo è raro trovare oli di melissa puri e naturali, privi di adulterazioni, come quello realizzato da Officina della Vite.
Per ottenere l’olio essenziale si estrae la parte aerea a luglio (pre-fioritura). L’olio è particolarmente apprezzato in profumeria per le sue note di testa fortemente erbacee e limonate, leggermente saponate e dolci. Si sposa molto bene anche negli alimenti, in particolare in infusi che danno personalità alla formulazione oltre che nei condimenti agrodolci.
Salvia moscatella
Pianta originaria del Mediterraneo e coltivata in Europa centrale e orientale. La si trova in particolare coltivata in Francia, Inghilterra e Marocco. Si raccolgono le sommità fiorite che vengono estratte con rese intorno 0.2-0.4%. Pur essendo diverse le metodologie di estrazione tra i vari Paesi produttori, l’Officina della Vite la distilla in corrente di vapore, durante il suo tempo balsamico che coincide intorno luglio. In questo modo riesce a preservare le caratteristiche organolettiche del prodotto ed a estrarre le note più caratteristiche.
È apprezzato in profumeria per le sue note erbacee e dolci, morbide con similarità al tè, tabacco, ambra ed al vino.
La Salvia sclarea viene chiamata anche salvia moscatella per il suo aroma moscato ottenuto dalla macerazione delle foglie nell’aceto. Dato questo suo aroma caratteristico, in passato ha trovato impiego nei vini ed è tuttora una pianta impiegata nella produzione di liquori, in particolare del vermouth.
Menta piperita
Ibrido originario dell’Europa e ottenuto dall’incrocio tra la Mentha acquatica e la Mentha spicata. Esistono numerose subspecie e varietà della Mentha x piperita, caratterizzate da diverse composizioni chimiche dell’olio.
Coltivata soprattutto nel Nord Italia, anche se Cina e soprattutto gli USA sono i principali produttori a livello mondiale. Si raccoglie la parte aerea fiorita ottenendo rese estrattive oscillanti tra 0.5-0.8%. Si raccoglie normalmente verso agosto e si estrae con classica distillazione in corrente di vapore.
Apprezzata per il suo contenuto di mentolo che conferisce un odore molto rinfrescante e pulito, con una delicata nota dolce pungente finale. E’ particolarmente apprezzata negli alimenti come aroma in dolciumi e nei prodotti cosmetici.
Echinacea
Calendula
Calendula officinalis
La pianta è originaria dell’Europa, dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale.
È coltivata diffusamente in tutti i Paesi del bacino del mediterraneo, per uso erboristico.
Non si trova, allo stato spontaneo. La si può trovare trasportata da coltivazioni limitrofe, appunto per la sua rusticità. La specie che si trova spontaneamente è la Calendula arvensis da cui se ne ricavano prodotti di qualità inferiore rispetto alla Calendula officinalis. L’Officina della Vite ha cura di reperire il seme solo di Calendula officinalis per ottenere prodotti, come il suo oleolito, di elevata qualità.
Alcune specie e varietà sono a fiore doppio ma sono coltivate principalmente per scopi ornamentali, da fiore reciso o da bordura.
Il nome calendula deriva dalla parola latina “calende”, ovvero primo giorno del mese nel calendario romano, in riferimento alla fioritura frequente di questa specie, perlopiù con raccolta almeno una volta al mese nel periodo estivo.
La fioritura infatti già inizia tra i 40 e i 60 giorni dalla semina per protrarsi fino a che le temperature lo permettono. Non è influenzata dal fotoperiodo, essendo neutrodiurna e nei climi caldi la possiamo trovare fiorita quasi tutto l’anno.
La droga è costituita dall’infiorescenza raccolta a inizio fioritura e recisa appena sotto il ricettacolo.
Presenta un odore delicato leggermente pungente, balsamico, molto caratteristico. Il sapore è amarognolo e leggermente salato.
I fiori, gialli, giallo-arancio sono raccolti in capolini di 3-5 cm di diametro. Ogni pianta ne può produrre da 20 a 50.
Proprio grazie ai principi attivi in essi contenuti, i fiori di calendula trovano diverse utilizzazioni.